Una diversa visuale: dentro #CrazyforPazzi

Il pronao della Cappella Pazzi è oggetto di un intervento di restauro iniziato a gennaio 2015 e che si concluderà a luglio 2015 reso possibile grazie alla campagna di racolta fondi #CrazyforPazzi e al contributo dell’Opera di Santa Croce.

scaffolding from loggiato nord

Il pronao si presentava in un mediocre stato di conservazione, era in corso un processo di degrado diffuso che si manifestava, anche se con diversa entità, nei suoi vari elementi costitutivi, dalla copertura agli elementi puntuali decorativi.

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Fenomeni di depositi superficiali, croste nere, esfoliazioni, distacchi, mancanze, fessurazioni, scagliature e polverizzazione che minacciavano il monumento e ne mettevano a rischio la sua conservazione e le sue caratteristiche architettoniche.

L’intervento è stato preceduto da un’attenta fase diagnostica di indagini per conoscere, capire, valutare le metodologie rispettose della materia ma idonee a conseguire gli scopi propri del restauro.

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I metodi di preconsolidamento, pulitura, consolidamento e protezione messi a punto sono vari e mirati a seconda del contesto: pulitura con acqua demineralizzata nebulizzata, impacchi con carbonato d’ammonio, con sepiolite, puliture a secco con bisturi e raschietto, consolidamenti a pennello, con cannule, con siringature, con imperniature, incollaggi con resine, nella consapevolezza degli operatori di avere la responsabilità di trasmettere al futuro una eccezionale testimonianza architettonica e culturale.

I commenti dei bakers sul sito fanno tutti riferimento alla bellezza. E’ vero: è il valore di questo intervento.

Ma è una duplice bellezza quella che pare aver raggiunto a poche settimane dalla fine dei lavori.

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A terra, quella di un intervento organico, rispettoso delle attuali teorie del restauro, eseguito secondo i principi della reversibilità, del minimo intervento, dell’efficacia dei trattamenti conservativi messi a punto dopo un’attenta fase diagnostica.

Angels

Nel pronao, saliti sui ponteggi, ci si trova immersi nella ricchezza delle decorazioni policrome della cupola centrale in terracotta invetriata, a contatto con i cherubini in pietra e in terracotta delle trabeazioni, con i festoni ornati con frutta e motivi floreali, con i cassettonati lapidei decorati da rosoni con motivi vegetali, con gli stemmi gentilizi della famiglia Pazzi.

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Da una visuale diversa ed insolita si percepisce quale sia stata  l’importanza della missione del restauro del monumento: la restituzione a nuova vita, come in una macchina del tempo, di una bellezza antica. Quella del messaggio lasciato, con questo monumento, dall’illustre famiglia Pazzi, rivale della famiglia Medici, per prestigio cittadino e per potenza economica. L’intervento in corso garantisce la sopravvivenza nel tempo proprio di tale messaggio e del file-rouge passato presente che porta con sé.

Restorer attaching the missing decorationPrendersi cura di un’architettura come la Cappella Pazzi, che stava ‘perdendo pezzi importanti di materia’, è per la proprietà, per i progettisti, per gli addetti ai lavori e per quanti hanno contribuito al restauro, motivo di soddisfazione e di consapevolezza di come, solo con sforzi congiunti, sia possibile far proseguire nel tempo la vita dei materiali costitutivi, farne leggere i valori espressivi ma soprattutto garantire continuità a un messaggio potente e simbolico di una famiglia di importanza centrale nella storia di Firenze.

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Guest blogger: Daniela Chiesi, architetto esperto di restauro architettonico e dei monumenti. Direttore dei lavori del pronao della Cappella Pazzi.

***Foto © Archivio Opera di Santa Croce (photo Angelo Latronico)***


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